Lamporecchio e Larciano
un’area a doppia vocazione

Un’area importante del territorio pistoiese con doppia vocazione. Lamporecchio è una città turistica che risponde appieno alle esigenze emergenti di altro turismo, slow, pieno di significati culturali e di eccellenze. Dobbiamo creare le condizioni per intercettare il nuovo turismo post-Covid. Larciano è un importante polo di eccellenza nell’oleo-vinicolo e nell’agroalimentare (insieme alla stessa Lamporecchio) ed è già, nei fatti, un distretto di produzione manifatturiera per il quale dobbiamo creare una struttura di rete che ne consenta l’accelerazione.

  • La crisi Covid ha modificato mentalità e flussi turistici. Le nuove tendenze vedono diminuire i flussi nelle Città d’Arte tradizionali a favore di un turismo lento, di prossimità. Lamporecchio ha da mettere sul tavolo di un’offerta di assoluto rilievo fatta di Montalbano, San Baronto, di turismo leonardiano, di una enogastronomia di rilievo e di un’eccellente ricettività oltre a disporre di una rassicurante Casa della Salute di alto livello, da non trascurare sia per i residenti sia per dare sicurezza al turismo che riparte. Anche Larciano si fregia di alcune eccellenze a partire da Larciano Castello.
  • Dobbiamo avviare, partendo da Lamporecchio, un percorso di fruizione innovativa del territorio, valorizzando l’esistente e creando le premesse per una nuova modalità slow di uso del Centro storico, da liberare dal traffico con interventi di viabilità sulla provinciale 39. Dobbiamo creare le opportunità per una nuova vita turistica ed economica della Città e del suo meraviglioso contesto, verso un approccio che integri diverse opportunità di presenza e le diluisca in una proposta valida dodici mesi all’anno.
  • Larciano è un importante distretto di produzione manifatturiera anche se ancora non si è creata la struttura di rete che ne consenta l’accelerazione. È anche, assieme a Lamporecchio, un polo di eccellenza nell’oleo-vinicolo e nell’agroalimentare.
  • Lo sviluppo economico fa leva sulle nostre Imprese. Il ruolo del pubblico deve essere limitato all’indirizzo e all’offrire corsie preferenziali (digitale, infrastrutture, incentivi) che lo favoriscano. Spazio e fiducia ai nostri validi imprenditori che hanno saputo sviluppare economie di filiera e distretti con la propria creatività e voglia di fare.
  • Dobbiamo prioritariamente mettere argine alla burocrazia. Cittadini e Imprese ne trarrebbero i più grandi benefici. Allo stesso tempo dobbiamo decentrare i servizi perché ciascuno vicino alla sua abitazione trovi il necessario per vivere meglio (Scuola, Banche, Posta, Servizi sanitari e sociali), pur nel rispetto di un principio di efficienza e qualità.
  • Al centro della nostra attenzione deve esserci la scuola. I nostri giovani potranno tornare a scuola? E come deve cambiare il modello didattico per consentire ai giovani di crescere e prepararsi a un futuro ancora tutto da definire e alle famiglie di gestire il tempo di lavoro?
  • I progetti di territorio green devono fare i conti con la raccolta differenziata, con la gestione dell’assetto idrogeologico, con la lotta alle polveri sottili, col definire soluzioni per le aree non ancora metanizzate che portino verso incentivi alle caldaie a pompa di calore di nuova generazione abbinate al fotovoltaico.
  • La cultura della solidarietà è parte forte del DNA delle nostre terre. La Regione Toscana è stata tra le prime a dotarsi di una Legge sul Terzo Settore. Dobbiamo creare le condizioni per lo sviluppo della sussidiarietà valorizzando le esperienze che hanno svolto un ruolo fondamentale nel territorio.

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il fare. Partecipa anche tu. Insieme possiamo farcela.